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DETTAGLI
Inserzionista:  Privato
Tipo di annuncio:  Vendo Prezzo:  120 €
Comune:  Portogruaro
DESCRIZIONE
INCISIONE DI PIRANESI ORIGINALE

TAVOLA: XXXXVIII (48^) TOMO: IV - anno 1784

Pubblicata sul volume "Le antichita romane" di Luigi Ficacci edizioni Taschen
Posta su cornice in legno massello e vetro.
Tecnica: Acquaforte
Epoca: 1784
Dimensioni intero foglio: cm 43 x 61h
Dimensioni parte incisa: cm 25 x 40h
Dimensione esterno cornice cm 53 x 71h

STATO DI CONSERVAZIONE: IN BUONO STATO CON LEGGERI INGIALLIMENTI COME DA FOTO

Le sue incisioni sono improntate da un'idea di dignità e magnificenza tutta romana, espressa attraverso la grandiosità e l'isolamento degli elementi architettonici, in modo da pervenire ad un sublime sentimento di grandezza del passato antico.
Spesso le dimensioni sono volutamente esasperate nella deformazione prospettica, effetto voluto per enfatizzare sopratutto la magnificenza delle costruzioni erette a pubblica utilità, quali fori, terme, acquedotti, cloache e strade.
Incisione originale eseguita all'acquaforte su matrice di rame, stampa ottimamente inchiostrata con ampi margini.
Entro la parte figurata, in basso, legenda dell'opera riprodotta, in alto a sinistra e a destra sono riportati i numeri di tavola in lastra, sotto la parte figurata le indicazione dell'autore.
L'immagine in esame è una veduta dei resti di un antico portico a Roma in riva al Tevere, così come si presentavano nel Settecento.
Rappresentazione della pianta della struttura architettonica, l'alzato e la sezione, con i vari particolari delle murature, del pavimento e la descrizione dettagliata dei materiali usati.
DIDASCALIA RIPORTATA SOTTO
A Pianta degli avanzi del Portico fabbricato da M. Emilio Lepido, e P. Emilio Paolo fuori della Porta Trigemina nell’Emporio alla ripa del Tevere. La tinta più nera dimostra la parte che sopravanza il piano moderno: la più leggiera indica la parte che rimane sotto gli odierni rialzamenti del terreno.
B. Sezione dell’avanzo che rimane sopr’a terra.
C parte interrata del medesimo.
D Sezione trasversale del Portico.
E Muri che circondavano l’Emporio.
F Gradi corrispondenti all’Emporio, che formavano porto sul Tevere.
G Dimostrazione in grande della costruzione di una parte del muro e degli archi del Portico.
H Arcuazione costruita di tufi.
I Muro composto nell’esterno di tufi con facce disuguali, come meglio si dimostra alla lett. L.
M Opera incerta, comp.ta parimente di tufi.
N Frammento del lastrico di cui era coperto il Portico. Un tal lastrico è di tre corsi, il primo notato colla lett. O. è composto di scaglie di pietra con calce e pozzolana: il secondo notato colla P, è di testacei, scaglie, calce, e pozzolana: ed il terzo notato colla Q, è di testacei finissimi parimente con calce, e con pozzolana crivellata.
R Alveo del fiume.
Piranesi Archit. dis. inc.
da wikipedia
PORTICUS AEMILIA - STORIA E DESCRIZIONE
Edificato nel 193 a.C. dagli edili Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo (da cui il nome legato alla Gens Aemilia; Livio, 35.10.12), venne ricostruito nel 174 a.C. dai censori Quinto Fulvio Flacco e Aulo Postumio Albino (Livio, 41.27.8).
Le fonti non menzionano la funzione originaria del portico, che era situato presso l'Emporium, il porto fluviale cittadino generalmente collocato nei pressi dell'Aventino. È stato proposto di identificare il portico con i resti che si trovano tra via Beniamino Franklin e via Marmorata: alcuni muri superstiti, in opera incerta di tufo, sono tuttora visibili in via Branca, in via Rubattino e in via Florio. Nel 2006 è stata suggerita un'identificazione alternativa di queste strutture con i Navalia repubblicani, destinati (nella fase originaria) ad ospitare le navi da guerra della flotta romana. Gli scavi condotti a partire dal 2010 dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in collaborazione con il Reale Istituto Neerlandese di Roma ed il I Municipio non hanno finora fornito dati utili a sostegno di questa identificazione [1] ma neanche a sostegno dell'identificazione con la Porticus Aemilia citata dalle fonti letterarie (che poteva essere una semplice via porticata, tra la Porta Trigemina e l'Emporio, e non un magazzino).
L'edificio in opus incertum era molto grande, lungo ben 487 metri, largo 60 e suddiviso in più ambienti da 294 pilastri, che creavano sette file (nel senso della profondità) e 50 navate, ciascuna coperta da un serie di volte sovrapposte e larghe 8,30 metri, per una superficie coperta di 25000 m².[2]. L'edificio era distante circa 90 metri dal fiume e qui, forse già a partire dall'età tardo-repubblicana, venivano immagazzinate le merci scaricate dalle imbarcazioni che rifornivano la città. A livello architettonico la tipologia di edifici utilitari rientrava in un campo molto ambito dagli architetti romani poiché in questa classe di edifici potevano largamente sperimentare i materiali da costruzione cercando di scoprirne nuove applicazioni. In epoca traianea o più tarda altri edifici si interposero tra il fiume e l'edificio in opus incertum.

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Pubblicato il 17 Luglio
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